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Quali sono i benefici di una forma di previdenza integrativa?

Pensare alla pensione La previdenza integrativa è lo strumento ideale per creare una “pensione di scorta”, in aggiunta a quella erogata dall’INPS o dal tuo ente previdenziale. Si tratta di strumenti regolamentati dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione. A marzo 2021 sono quasi 10 milioni gli Italiani che hanno deciso di programmare il proprio futuro attraverso questi strumenti (fonte COVIP).

Ci sono sette benefici che la previdenza integrativa può offrire: vediamoli in sintesi.

Il primo beneficio dei fondi pensione è quello di offrire una rendita o un capitale che ci potrà accompagnare per tutti gli anni della pensione, proteggendoci dal rischio di esaurire i risparmi accumulati nel corso di una vita o di non riuscire a mantenere il nostro stile di vita attuale una volta in pensione, facendo affidamento solo sull’assegno pensionistico pubblico.

Il secondo ed il terzo beneficio sono legati al tempo e ai mercati finanziari: prima si inizia a versare in una forma di previdenza complementare, maggiore sarà la “pensione di scorta” che potremo ottenere. Ecco perché ad esempio un genitore potrebbe essere interessato da subito ad aprire una forma pensionistica complementare per i propri figli.

Il quarto ed il quinto beneficio sono legati alla fiscalità, sia nel presente che nel futuro: i versamenti volontari sono deducibili da subito fino a 5.164,57 euro all’anno (ad eccezione del TFR) con un risparmio annuo fino al 43% in base al proprio reddito; le rivalutazioni future saranno tassate al 20% (il 12,5% per la quota relativa ai titoli di Stato) invece che al 26% e alla prestazione finale sarà applicata un ritenuta fiscale compresa tra il 15% e il 9%, più vantaggiosa rispetto all’aliquota ordinaria.

Il sesto ed il settimo beneficio sono legati ai lavoratori dipendenti: il TFR può essere versato dal datore di lavoro in una forma pensionistica senza dover fisicamente attingere ai propri risparmi. Inoltre Il finanziamento delle forme pensionistiche complementari è in parte anche a carico del proprio datore di Lavoro.

E se cambiassi idea o in caso di premorienza? Ormai le forme di previdenza integrativa offrono numerose forme di flessibilità, sia per poter anticipare parte di quanto versato, sia per destinarlo ai propri eredi.

In un mondo che muta sempre più velocemente, la previdenza integrativa offre un aiuto per poter migliorare il tuo benessere quando avrai 65, 70 anni o più. Il principale alleato gratuito che abbiamo e che non possiamo sprecare è il tempo: non è mai né troppo presto né troppo tardi per iniziare a pianificare il tuo futuro.


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Gli strumenti di previdenza integrativa incentivati fiscalmente dallo Stato sono quelli disciplinati dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione: fondi negoziali, fondi aperti e PIP (Piani Individuali Pensionistici). Tra di essi, i PIP sono lo strumento oggi più diffuso, con oltre tre milioni di iscritti (fonte COVIP, marzo 2021).

Questi strumenti consentono di creare una “pensione di scorta” (rendita vitalizia), ad integrazione di quella pubblica, attraverso tre fasi: versamenti, rivalutazione dei versamenti e trasformazione in rendita vitalizia di quanto versato.

Per definire la somma da versare annualmente è opportuno individuare in via preliminare il proprio obiettivo di integrazione dell’assegno pubblico. Tale valore è funzione dello stile di vita desiderato al momento della pensione e dell’importo dell’assegno pubblico.

La fase di rivalutazione dei versamenti è funzione del profilo di investimento scelto. E’ importante scegliere un profilo di rischio coerente con il tempo mancante al momento della pensione: più si è giovani, maggiore è l’aiuto che i mercati finanziari possono offrire per avere una “pensione di scorta” potenziallmente più elevata. All’avvicinarsi del momento della pensione il profilo di rischio dovrebbe essere invece mano a mano ridotto.

Maturati i requisiti per la pensione prende avvio l’ultima fase, quella della trasformazione in rendita. Si prende il capitale maturato e lo si trasforma in una rendita pensionistica in funzione di coefficienti legati all’età della persona al momento del pensionamento e alla speranza di vita.
Un piano di previdenza integrativa è un viaggio di tanti anni, durante i quali – teoricamente – sarebbe meglio non aprire il cassetto nel quale sono state messe, anno dopo anno, le risorse versate. Ma la vita può presentare imprevisti, e potrebbero sorgere necessità non pianificate. E’ importante quindi conoscere i principali strumenti di flessibilità che caratterizzano le forme di previdenza integrativa.

Le anticipazioni consentono di richiedere una sorta di prelievo sulle somme maturate per le seguenti casistiche: spese sanitarie per gravi situazioni per sé, il coniuge o i figli, fino al 75% del capitale maturato, in qualunque momento; acquisto o ristrutturazione della prima casa propria o dei figli, fino al 75% del capitale maturato, trascorsi 8 anni dall’iscrizione alla forma pensionistica; ulteriori esigenze, fino al 30% del capitale maturato, sempre trascorsi 8 anni dall’iscrizione alla forma pensionistica.

I riscatti invece consentono di chiedere il rimborso, totale o parziale, del capitale maturato in alcune situazioni di inoccupazione, invalidità permanente superiore a due terzi o perdita dei requisiti previsti per partecipare alla forma di previdenza integrativa. Se si verifica il decesso del lavoratore prima della pensione, quanto è stato versato viene conferito agli eredi.

La RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) consente invece di anticipare la riscossione di quanto è stato maturato nel fondo pensione in forma di rate temporanee. In particolare un lavoratore che decida di smettere di lavorare, può chiedere una rendita integrativa fino a 5 anni prima della maturazione del requisito pensionistico; un inoccupato invece fino a 10 anni prima. La tassazione è agevolata, ma naturalmente la pensione di scorta si riduce in funzione della RITA richiesta.

Infine ricordiamo che, giunti al momento della pensione, in funzione dei propri progetti di vita e delle condizioni di salute, sarà possibile scegliere il tipo di prestazione percepita. Ad esempio si potrà decidere se avere una pensione vitalizia, oppure una pensione che preveda la reversibilità per i propri cari. In ogni caso sarà possibile poi chiedere il 50% di quanto maturato in forma di capitale ed il 50% come “pensione di scorta”.

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