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Puoi beneficiare di quota 100 o Opzione Donna?

Quota 100 Se hai almeno sessant’anni sono due gli strumenti per poter anticipare il momento della pensione: Quota 100 ed Opzione Donna.

Tuttavia, tempo e denaro, quando si parla di pensioni, non vanno quasi mai d’accordo: anticipare il momento della pensione comporta infatti una riduzione del valore dell’assegno pensionistico a causa delle regole di calcolo.

Quota 100 è riservata a coloro che entro il 31 dicembre 2021 avranno almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contribuzione. Condizione necessaria è l’interruzione dell’attività lavorativa. Rispetto alle normali regole, Quota 100 consente di anticipare, nei casi migliori, di oltre 5 anni il momento della pensione. Con il massimo anticipo la riduzione del valore dell’assegno pensionistico è pari a circa il 15%.

Opzione Donna consente invece di accedere alla pensione alle lavoratrici con almeno 35 anni di contribuzione che al 31 dicembre dell’anno precedente in cui si effettua la domanda abbiano almeno 58 anni se dipendenti o 59 anni se autonome. Condizione necessaria è il passaggio al sistema di calcolo interamente contributivo per la valorizzazione dell’assegno. Per le lavoratrici, rispetto alle normali regole, Opzione Donna consente di anticipare il momento della pensione di quasi 7 anni, a fronte tuttavia di una riduzione del valore dell’assegno pensionistico che può raggiungere il 33%.

La domanda sorge spontanea: è meglio andare in pensione prima, ma con un assegno più basso che però viene incassato fin da subito, oppure andare in pensione più tardi, ma con un assegno più alto? Buona parte della risposta è soggettiva e dipende da riflessioni personali sui propri progetti di vita, familiari, lavorativi e sul proprio stato di salute. Per quanto riguarda la parte oggettiva, se si tratta di decidere se continuare a lavorare, oppure anticipare la pensione grazie a Quota 100 ed Opzione Donna, bisogna essere consapevoli che queste due opzioni portano sempre ad una penalizzazione economica in termini di assegno pensionistico.


Scopri di più

Quota 100 è una misura sperimentale prevista per gli anni dal 2019 al 2021, applicabile a tutti coloro che entro il 31/12/2021 compiranno almeno 62 anni di età e che abbiano almeno 38 anni di contribuzione. Per beneficiarne è necessario interrompere l’attività lavorativa, fatta salva la possibilità di percepire redditi da lavoro autonomo occasionale inferiori a 5.000 euro annui.

Non sono previste penalizzazioni esplicite, ma il fatto stesso di andare in pensione prima significa avere una pensione inferiore. Lavorando per un minor numero di anni si versano infatti minori contributi e quindi la pensione sarà più bassa. Inoltre andando in pensione più giovani si ha una speranza di vita maggiore e poichè la pensione dovrà durare per un maggior numero di anni, l’importo dell’assegno sarà inferiore. La diminuzione media dell’assegno può arrivare fino al 15%.

La matematica dei requisiti dice che, trattandosi di una norma temporanea, Quota 100 riguarda solamente alcune categorie di lavoratori, in base all’anno di nascita e all’età di inizio contribuzione, al netto di riscatti o periodi di mancata contribuzione. La seguente tabella esemplifica le combinazioni tra anno di nascita e età di inizio contribuzione interessate da Quota 100 (caselle in verde). Il numero indicato nella casella è una stima indicativa del numero di anni e mesi di anticipo della pensione di cui è possibile beneficiare.
 

Lavoratori interessati da Quota 100 e stima beneficio in anni e mesi

Fonte: Elaborazioni Progetica dicembre 2021 su normativa vigente


Si ricorda che Quota 100 prevede una finestra tra la maturazione dei requisiti per la pensione e la data di decorrenza della stessa, pari a 3 mesi per i lavoratori del settore privato e di 6 mesi per i lavoratori pubblici. Qualora si fosse interessati a questa possibilità, si suggerisce di approfondire attraverso il sito INPS.
Opzione Donna è una misura nata nel 2004 e che è stata rinnovata e prorogata molte volte negli scorsi anni. Nella sua formulazione attuale consente l’accesso alla pensione alle lavoratrici che abbiano maturato almeno 35 anni di contribuzione, che al 31 dicembre dell’anno precedente alla richiesta hanno 58 anni di età se dipendenti o 59 anni se autonome, e che accettino il ricalcolo di tutto l’assegno pensionistico con il sistema di calcolo contributivo.

Con Opzione Donna si accettano quindi due penalizzazioni: una esplicita, che è il passaggio al sistema di calcolo contributivo, ed una implicita, già considerata per Quota 100, per il fatto stesso di anticipare il momento della pensione. Normalmente il passaggio al sistema di calcolo contributivo porta ad una diminunzione dell’assegno pensionistico, tranne che per situazioni particolari in cui gli ultimi redditi sono stati sensibilmente inferiori a quelli precedenti. Andare in pensione prima significa invece avere una pensione inferiore poichè lavorando per un minor numero di anni si versano minori contributi e quindi la pensione sarà più bassa. Inoltre andando in pensione più giovani si ha una speranza di vita maggiore e poichè la pensione dovrà durate per un maggior numero di anni, l’importo dell’assegno sarà inferiore. La penalizzazione media può arrivare anche fino al 33% circa.

Opzione Donna riguarda solo alcune categorie di lavoratrici, in base all’anno di nascita ed all’età di inizio contribuzione al netto di riscatti o periodi di mancata contribuzione. La seguente tabella esemplifica per le lavoratrici dipendenti le combinazioni tra anno di nascita e età di inizio contribuzione interessate nel 2021 da Opzione Donna (caselle in arancione). Il numero indicato nelle caselle è una stima indicativa del numero di anni e mesi di anticipo della pensione di cui è possibile beneficiare per le lavoratrici dipendenti. In verde sono invece evidenziate, sempre per le lavoratrici dipendenti, le combinazioni che possono invece beneficiare di Quota 100. Per alcune lavoratrici potrebbe essere più conveniente ridurre l’anticipo, aspettando Quota 100, ma senza incorrere nelle penalizzazioni di Opzione Donna.
 

Lavoratrici dipendenti interessate da Opzione Donna o Quota 100 e stima beneficio in anni e mesi

Fonte: Elaborazioni Progetica dicembre 2021 su normativa vigente


Si ricorda che Opzione Donna prevede una finestra di decorrenza della pensione pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e pari a 18 mesi per le lavoratrici autonome. Qualora si fosse interessati a questa possibilità, si suggerisce di approfondire attraverso il sito INPS.

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